Sabato sera Enrico mi ha portato fuori con lui. “Stai diventando grande, Panbesulio!”, mi ha detto: “d’ora in poi qualche volta potrai uscire con me anche la sera”. Siamo andati sul Po, in un posto pieno di locali chiamato i “Murazzi”.
Io ero contentissimo d’uscire, però Enrico se ne stava tutto il tempo a gurdare le ragazze che passavano, allora per non annoiarmi ho deciso di fare quattro chiacchiere con la Luna. Non l’avessi mai fatto! Non appena l’ho guardata, è diventata tutta rossa! Le ho detto che non doveva essere timida, ma lei mi ha rimbeccato:
“Non sono timida, caro Panbesulio, è solo che ho tanta paura. Non vedi che la Notte mi vuol mangiare? Guarda, mi ha già dato un morso, e ora sto sanguinando tutta!”.
Piangeva, la poverina, aveva paura per davvero. E non bastava fosse rossa, era diventata pure pallida pallida.
“Però non devi preoccuparti, Luna!”, le ho detto per calmarla: “è l’eclissi che ti ha fatto cambiare colore. Lo hanno detto anche al telegiornale che succedeva! Però stai tranquilla, non devi pensare che la Notte ti vuol mangiare”.
Ma lei ancora più agitata: “E allora perché sono così? Che malattia è l’eclissi? Dimmi, Panbesulio, ho qualche speranza di guarire?”
“Ma sì, sì! Gli scienziati dicono che l’eclissi sono il Sole e la Terra che si mettono d’accordo per farti un po’ d’ombra. Ma è solo uno scherzo: volevano vedere come reagivi. E tu ci sei cascata in pieno!”
A quel punto la Luna era più rossa che mai. Ma dopo un po’ si è calmata, e piano piano ha cominciato a ritornare luminosa, prima uno spicchio, poi un quarto, poi metà, e alla fine una tonda bella gialla Luna piena! Sì, mi piaceva proprio così chiara e sorridente. Però lo so che, dentro di sé, era ancora tutta rossa per aver essersi fatta fregare così da quello scherzetto!
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