domenica 21 ottobre 2007

Fascista!

Verso le due del pomeriggio, due ragazzi salgono sul tram non troppo affollato e si piazzano al centro, nella parte circolare. Hanno sui diciassette anni, stanno tornando da scuola. Uno, grosso, porta una felpa nera col cappuccio; l’altro indossa una maglia granata. Parlano di un loro amico che ha preso a cazzotti un tipo.
«Non l’ha colpito solo alla mascella, ma anche sullo zigomo!» precisa divertito quello più grosso indicandosi il punto col dito. «Così fa davvero male. Non puoi neanche provare a risistemartelo muovendo la bocca: lì è davvero duro!»
«Benny [è un nome simbolico] voleva che intervenissimo. Ma noi cosa dovevamo fare, se gli amici di quello non facevano niente? Metterci in quattro?… Loro erano tre. Se avessero alzato le mani su Benny, allora sì… Ma così, cosa dovevamo fare?...».
Sorride mentre racconta del pestaggio, ha un’aria gioviale. Da alcune parole si capisce che c’è di mezzo una maglietta, ma i due vi accennano di sfuggita, dando la cosa per scontata.
Poi, quello con la felpa granata chiede al compagno se si picchi spesso.
«Noh!», gli risponde l’altro, «È solo Benny che attacca sempre briga. - Tu invece?».
«No, io mai veramente. Solo una volta ho rischiato di picchiarmi sul serio».
E gli domanda se conosce un certo Robi.
«Quale, quello della H? Sì, so chi è. A quello lì basta che gli dai uno spintone che finisce a terra!»
Viene presto fuori che sta sul culo a tutti e due. Era stato proprio Robi, una volta, ad invitare a casa sua il ragazzo dalla felpa granata, all’uscita di scuola; questi aveva pensato che se ci andava non si sarebbe dovuto preparare da mangiare, e così aveva accettato. Lungo la strada, però, Robi aveva cominciato a tirargli dei cazzotti, uno, due, tre… E lui ogni volta rispondeva al gioco, che però stava diventando troppo pesante, perché quello i pugni glieli tirava anche all’inguine, dove fanno male…
Il racconto è interrotto dall’arrivo di altri due compagni di classe, che finora erano rimasti a chiacchierare al fondo del tram. Parlano in maniera piuttosto pulita, è evidente che frequentano tutti quanti il liceo. Anche a loro il ragazzo in nero ripete la storia del tipo preso a pugni per la maglietta, e di come fossero poi saliti al volo sul 15, e uno di loro, esaltato, non riuscisse a smettere parlare di ciò che aveva appena fatto Benny.
«Ma…» chiede incuriosito uno dei nuovi arrivati, dai capelli curati e uno stile artistico: «Gli amici di quello non hanno fatto niente?»
Qui, finalmente, quello grosso può riferire disdegnosamente: «Uno si è girato impaurito dall’altra parte. L’altro si è coperto il viso con le mani!».
Sorridono tutti e quattro. A questo punto quello di prima si informa divertito: «Sì, ma com’è che è cominciata?»
«Quei tre tipi stavano chiacchierando sulla panchina. Benny si è avvicinato e ha detto a quello in mezzo: “Carina questa maglietta…!” Poi gli ha detto di togliersela subito, perché era da fascista. Quello se l’è tirata subito via, ma Benny non gli ha lasciato il tempo e ha iniziato a prenderlo a pugni!»

2 commenti:

Anonimo ha detto...

DELLA REPUBBLICA E DEL COMUNISMO
Anche se sembrerebbe il titolo di un trattato politico filosofico si riferisce al commento ricevuto quando scelsi " La Repubblica" perchè conteneva l'inserto.
Mi ero appena indirizzata verso il banco dei giornali in uno sparuto bar osteria che era popolato da uomini con coppola e carabina.
Avevo passato le due settimane precedenti alla ricerca di una libreria e non mi sembrava vero di avere tra le mani qualcosa che non fosse La Bibbia o la Vita di Bernardette.
Tornata a sedermi," Non sarai mica comunista?" sbottò il mio vicino.
Lo guardai allucinata.
Si interruppe di colpo il vociare intorno a me, e tutti mi fissarono cupi
" Si, effettivamente, aveva avuto una sbandata, ma adesso...non.. più...?"
I cacciatori intorno si fecero più vicini e non partirono con i soliti segni di croce, perchè non era un comportamento da uomo ma misero mano alla carabina per sicurezza.
Quale disgrazia doveva aver commesso mio padre per generare una figlia femmina, non timorata e comunista?

Francesco Conte ha detto...

Già, forma senza contenuto.
Il fascismo di chi vuole picchiare per una maglietta,
contro il fascismo di una maglietta.
Il cotone può essere più fascista di una mano?

F.