venerdì 27 aprile 2007

La spazzina e la polvere - idea per cortometraggio

C’era una volta una giovane spazzina armata di scopa e paletta. Ogni giorno, dopo la chiusura del mercato, ramazzava cartacce e porcherie. Però, invece di fare un lavoro ordinato, si affaccendava su e giù, a destra e a sinistra, come attirata da quei punti dell’asfalto in cui la sporcizia era più accumulata. Sembrava quasi che volesse spazzarli il più in fretta possibile. Tuttavia i minuti passavano e, benché si agitasse da una parte all’altra del piazzale agitando la sua scopa, lo sporco non accennava a diminuire. E non pareva importargliene granché: aveva un’aria sempre tranquilla; anzi, dopo un po’ finiva per essere così gioiosa che poco ci mancava che si mettesse a saltellare con la paletta in mano. Poi, quando le sembrava di aver finito per bene il lavoro, guardava dentro la paletta, dava un ultimo colpo di scopa, dopodichè si fermava e, puntualmente, sospirava, lieta di soddisfazione. Eh sì, perché a questo punto, disegnata sul fondo del suo attrezzo, poteva ammirare la faccia cicciottella e un po' triste di un rospo! Allora la spazzina lo guardava negli occhi, gli sussurrava qualche parola gentile, e poi, con uno schiocco di dita, faceva levare una folata di vento, mentre roteando velocissimamente la paletta gettava in aria tutto quel che aveva appena raccolto. Così una lieve nuvola di polvere colorata si alzava proprio di fronte a lei e, per un solo preziosissimo istante, assumeva la forma di un principe azzurro. Felicissima, lei gli mandava un bacio con la mano, giusto un attimo prima che si dileguasse. Poi, dopo che anche la nube di polvere era sparita assieme al principe, la spazzina stava ancora un momento a guardare davanti a sé, tutta sognante; piano piano si riprendeva dalla visione, tanto bella che le dava ogni volta il batticuore; e infine ricominciava a lavorare: con gli occhi che ancora le brillavano, si rimetteva a ramazzare il piazzale del mercato.
E i passanti che per caso l’avessero vista, avrebbero notato una semplice spazzina, ordinata e diligente, che eseguiva con grande cura le pulizie a cui era addetta, dall'inizio fino alla fine, senza lasciare a terra nemmeno un batuffolo di polvere; e forse qualcuno avrebbe sogghignato nello scorgere, insieme a tanta scrupolosità, quel suo luminoso, immotivato, sorriso.

venerdì 13 aprile 2007

Elevazione (Charles Baudelaire)

Lontano dagli stagni, lontano dal mare,
al di là delle pianure, dei monti, delle nubi,
al di là dell’atmosfera, dei pianeti, del sole,
al di là dei confini della sfera stellare,

spirito mio, ti muovi con agilità,
e, come un nuotatore in deliquio sull’onda,
solchi gaiamente l’immensità profonda
con virile e ineffabile voluttà.

Volatene via dai miasmi morbosi;
va’ a purificarti nell’aria superiore,
e bevi, come un puro e divino liquore,
il fuoco che colma chiaro gli spazi luminosi.

Lontano dalle noie e dalle lunghe inquietudini
Che schiacciano al loro peso l’esistenza brumosa
Beato chi d’un colpo d’ala vigorosa
Slanciarsi può a serene e lucenti altitudini;

Colui il cui pensiero, come un passero veloce,
verso il cielo al mattino spicca libero il volo;
Chi plana sulla vita, e comprende tutto solo
La lingua dei fiori e delle cose senza voce!

giovedì 5 aprile 2007

Verde salice

A Gabry D., con stima

Porgi la lingua nuda al ramo,
Alla succosa spuma.
Porgila al germoglio piano piano
Che goccia amaro
E voluttà profuma.

martedì 3 aprile 2007

Amore mio per me tu sei la chiave
Di un cuore claustrofobico rinchiuso in un baule,
Sei la mia aria, un bacio sulla neve:
Al sole tuo si sciolgono in gioia le paure.